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Pubblicità dentista: cosa è permesso e cosa porta pazienti

Pubblicità dentista: cosa è permesso e cosa porta pazienti

October 10, 2026

Pubblicità dentista: cosa è permesso

Che cosa può dire la pubblicità del tuo studio, e dove puoi farla

Annunci su Google e sui social, volantini, insegna, giornali e radio locali: per ogni mezzo, che cosa puoi scrivere e qual è il limite. Con il testo delle norme, le regole di Google e Meta lette il 10 ottobre 2026 e ciò che decide se chi ti nota poi prenota.

Aggiornato il 10 ottobre 2026 · 13 min di lettura

Che cosa può contenere la pubblicità di uno studio

  • 1
    Titoli e specializzazioniChi cura e con quali titoli
    Sì
  • 2
    Caratteristiche del servizioTrattamenti, sede, orari, organizzazione
    Sì
  • 3
    Prezzo e costi complessiviCompleti e veri
    Sì

Esclusi offerte, sconti e promozioni che possano portare a un ricorso improprio alle cure.

Fonte: legge 145/2018, art. 1, comma 525

Un dentista può fare pubblicità?

Sì. Un dentista o uno studio dentistico può fare pubblicità con ogni mezzo, dall’annuncio su Google al volantino, purché il messaggio informi. La regola generale delle professioni è nel DPR 7 agosto 2012, n. 137:

«È ammessa con ogni mezzo la pubblicità informativa avente ad oggetto l’attività delle professioni regolamentate, le specializzazioni, i titoli posseduti attinenti alla professione»

Fonte: Decreto del Presidente della Repubblica 7 agosto 2012, n. 137, art. 4, comma 1 (Normattiva)

Per chi cura c’è una norma più stretta: la legge 30 dicembre 2018, n. 145, art. 1, comma 525, nel testo sostituito nel 2023. Vale per gli iscritti agli albi delle professioni sanitarie e per le strutture sanitarie private di cura, società odontoiatriche comprese. Le loro comunicazioni possono contenere «unicamente» titoli e specializzazioni, caratteristiche del servizio, prezzo e costi complessivi delle prestazioni. Resta escluso:

«qualsiasi elemento di carattere attrattivo e suggestivo, tra cui comunicazioni contenenti offerte, sconti e promozioni, che possa determinare il ricorso improprio a trattamenti sanitari»

Fonte: Legge 145/2018, art. 1, comma 525, nel testo introdotto dal decreto-legge 13 giugno 2023, n. 69, art. 6 (Normattiva)

Online si trova ancora citato il testo del 2018: controlla la data di ciò che leggi. Il quadro completo, con il Codice di deontologia medica, è in marketing odontoiatrico; per le altre professioni vedi marketing sanitario.

Chi controlla la pubblicità e chi la firma

Controlla l’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri. In caso di violazione, dice il comma 536, gli Ordini territoriali «procedono in via disciplinare nei confronti dei professionisti o delle società iscritti» e segnalano il caso all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Fonte: Legge 145/2018, art. 1, comma 536, nel testo riportato in nota alla legge 23 dicembre 2021, n. 238, art. 30 (Normattiva).

Le strutture sanitarie private di cura «si dotano di un direttore sanitario che comunica il proprio incarico all’ordine territoriale competente per il luogo in cui ha sede la struttura». Nelle società odontoiatriche è iscritto all’albo degli odontoiatri e ricopre l’incarico in una sola struttura (legge 124/2017, art. 1, commi 153 e 155). Per il Codice di deontologia medica (art. 69) collabora con l’Ordine nella vigilanza sulla «correttezza del materiale informativo, che deve riportare il suo nominativo»: ogni messaggio di una struttura, dal volantino al sito, porta il suo nome.

Se eserciti nel tuo studio, sul messaggio ci sono il tuo nome e il tuo titolo. Chi firma risponde anche di ciò che prepara un’agenzia: leggi e approva ogni messaggio prima che esca.

Pubblicità di uno studio dentistico: frasi consentite e da evitare

Un messaggio regge quando ogni frase dice chi sei, che cosa fai, dove, quando e a quale prezzo. Le frasi della tabella sono esempi, con nomi e indirizzi di fantasia.

FraseCome si leggePerché
«Studio dentistico Rossi, via Roma 10. Igiene, conservativa, protesi, implantologia. Lunedì-sabato 9-19»ConsentitaSede, trattamenti e orari sono «caratteristiche del servizio offerto» (DL 223/2006, art. 2)
«Dott.ssa Anna Bianchi, odontoiatra, specialista in ortognatodonzia»Consentita, se i titoli sono veri«i titoli e le specializzazioni professionali» (stesso articolo)
«Igiene professionale: [prezzo], visita di controllo compresa»Consentita, se il prezzo è completo e vero«il prezzo e i costi complessivi delle prestazioni» (DL 223/2006, art. 2)
«Sbiancamento a prezzo speciale fino a sabato», «30% di sconto sull’impianto»Da evitareOfferta a scadenza e sconto: il comma 525 esclude «offerte, sconti e promozioni» che possano portare a un ricorso improprio alle cure
«Prima visita gratuita», «visita senza impegno»Da evitare, salvo parere del tuo OrdineL’Ordine di Reggio Emilia ricorda agli iscritti «il divieto di pubblicizzare la gratuità di prestazioni, anche con formule equivalenti»
«Sorriso perfetto garantito», «denti bianchi in un’ora»Da evitarePromette un risultato: la pubblicità sanitaria è sempre «veritiera, corretta» e «mai equivoca, ingannevole e denigratoria» (Codice di deontologia medica, art. 56)
«Il miglior dentista della città»Da evitareIl confronto è ammesso solo con «indicatori clinici misurabili, certi e condivisi dalla comunità scientifica» (Codice di deontologia medica, art. 56)

Fonti: Decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, art. 2 (Normattiva), Codice di deontologia medica, art. 56 (FNOMCeO), Informazione e Pubblicità Sanitaria, Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Reggio Emilia.

Né la legge né il Codice elencano le frasi vietate una per una: sui casi di confine decide l’Ordine. Accanto a un prezzo scrivi sempre che cosa comprende.

Due testi da cui partire

Contengono solo informazioni: adattali ai tuoi dati.

Annuncio su Google

Studio dentistico Rossi a [città]. Odontoiatria per adulti e bambini: igiene, conservativa, protesi, implantologia, ortodonzia. Via Roma 10, lunedì-sabato 9-19. Direttore sanitario dott. Mario Rossi, odontoiatra.

Volantino o inserzione sul giornale

Studio dentistico Rossi, via Roma 10, [città]. Dott. Mario Rossi, odontoiatra. Igiene professionale, cura della carie, protesi, impianti, ortodonzia. Prezzi completi in studio e sul sito. Telefono [numero]. Lunedì-sabato 9-19.

Annunci su Google, Facebook e Instagram: che cosa chiedono le piattaforme

Google e Meta accettano gli annunci degli studi dentistici e aggiungono regole proprie, soprattutto sul pubblico a cui li mostri e sui dati che raccogli. Le regole qui sotto sono quelle lette il 10 ottobre 2026.

Google Ads

  • Nella pagina sulla sanità l’odontoiatria non è tra i contenuti con limitazioni. Vale la regola generale: «gli annunci e le destinazioni si attengano alle leggi e agli standard di settore appropriati», pagina di arrivo compresa.
  • La salute è una «categoria di interesse sensibile», che comprende questa voce: «Procedure mediche invasive, tra cui la chirurgia estetica, procedure chirurgiche o iniezioni». Google non dice quali trattamenti odontoiatrici ne facciano parte. Per questi contenuti non puoi usare i tuoi elenchi: né i contatti dei pazienti caricati nell’account (Customer Match) né chi ha visitato il sito («Segmenti di dati»). Resta il targeting per località.
  • Per le parole chiave che Google considera sensibili lo Strumento di pianificazione delle parole chiave può non mostrare risultati, e per le località che considera sensibili i report su chiamate e indicazioni stradali dopo un annuncio sono limitati.

Fonti: Sanità e farmaci, Salute nella pubblicità personalizzata, Targeting limitato nella pubblicità personalizzata, Utilizza lo Strumento di pianificazione delle parole chiave, Informazioni sulle conversioni delle azioni locali.

Quanto costa un clic e come si fissa il budget è spiegato in Google Ads: costi.

Facebook e Instagram

  • Un’inserzione non può attribuire un problema di salute a chi la legge. L’esempio di Meta: sì a «Nuove cure per il diabete disponibili», no a «Hai il diabete?». «Ti manca un dente?» segue lo schema del secondo.
  • Nei moduli per raccogliere contatti: «Le inserzioni non devono richiedere informazioni sulla salute, tra cui salute fisica, salute mentale, cure mediche, patologie o disabilità senza la nostra previa autorizzazione scritta.» Bastano nome e telefono.
  • Le inserzioni di «prodotti cosmetici, interventi chirurgici e procedure estetiche» vanno rivolte solo a maggiorenni: se parli di estetica del sorriso, imposta il pubblico dai 18 anni.

Fonti: Violazioni della privacy e caratteristiche personali, Introduzione agli Standard pubblicitari, Salute e benessere.

Un annuncio approvato da una piattaforma resta soggetto alla legge italiana. Meta ammette, per un pubblico maggiorenne, inserzioni che «mostrano la trasformazione prima e dopo»: in Italia su quelle immagini vengono prima il consenso del paziente e l’Ordine.

Volantini, insegna, giornali, radio e sponsorizzazioni: il limite di ciascuno

Il contenuto resta quello visto sopra. Ogni mezzo aggiunge un limite suo.

MezzoIl limite in piùDove sta scritto
Volantini e brochureStesso contenuto, con il nome di chi cura o del direttore sanitario. Per la distribuzione vedi le regole del volantinaggioComma 525; Codice di deontologia medica, art. 69
Insegna, targa, cartelliCartelli e altri mezzi pubblicitari lungo le strade, o in vista di esse, richiedono un’autorizzazione: nei centri abitati la rilascia il Comune, che regola anche impianti pubblicitari e canoneCodice della strada, art. 23; legge 160/2019, art. 1, comma 821
Giornali e periodici localiL’inserzione si riconosce come pubblicità: un articolo pagato dallo studio e non dichiarato è una pratica ingannevole. In interviste e rubriche sulla salute non promuovi il tuo studioCodice del consumo, art. 23, lettera m); Codice di deontologia medica, art. 55
Radio e tv localiVietate le comunicazioni commerciali di «cure mediche che, nel territorio italiano, si possono ottenere esclusivamente su prescrizione medica». La legge non dice quali cure odontoiatriche rientrino: chiedi all’emittente e all’OrdineD.lgs. 208/2021, art. 43
Sponsorizzazioni di squadre ed eventiIl comma 525 e il Codice non le nominano: nome, logo e recapiti su una maglia o su uno striscione restano una comunicazione dello studio, con le stesse regoleComma 525, regola generale

Fonti: Codice della strada, art. 23, legge 160/2019, art. 1, commi 819-821, Codice del consumo, art. 23, decreto legislativo 208/2021, art. 43, Codice di deontologia medica.

La legge del 1992 ancora su Normattiva

La legge 5 febbraio 1992, n. 175, è ancora su Normattiva, senza un’abrogazione espressa. Per targhe e inserzioni prevede l’autorizzazione del sindaco con il nulla osta dell’Ordine (art. 2). Negli annunci di ambulatori e case di cura vuole «l’indicazione del nome, cognome e titoli professionali del medico responsabile della direzione sanitaria» (art. 4), pena la sospensione dell’autorizzazione sanitaria (art. 5). E fissa un «limite di spesa del 5 per cento del reddito dichiarato per l’anno precedente» (art. 9-bis).

Nel 2006 il decreto-legge 223 ha abrogato le disposizioni che prevedono «il divieto, anche parziale, di svolgere pubblicità informativa», senza elencarle: che cosa resti di quella legge, i testi non lo dicono. L’Ordine di Reggio Emilia, nella documentazione del febbraio 2025, ne riporta ancora gli articoli 4, 5 e 9-bis. Chiedi al tuo Ordine e al Comune prima di ordinare un’insegna o di fissare il budget.

Foto prima e dopo e video dei pazienti

Un’immagine in cui il paziente si riconosce è un dato sulla sua salute: senza un consenso specifico alla pubblicazione non si usa. Il Garante per la protezione dei dati personali lo ha ribadito in due casi.

CasoChe cosa era successoSanzione
Febbraio 2024, centro di medicina esteticaVideo sul profilo social con il volto riconoscibile di un paziente per più di 30 secondi, online 45 giorni, senza consenso specifico8.000 euro
Dicembre 2024, medicoFoto di una paziente prima e dopo un intervento, su Instagram. Il modulo firmato non comprendeva la pubblicazione; secondo il medico, le immagini le aveva caricate chi gestiva i suoi profili social20.000 euro, al medico

«senza il consenso dell’interessato, è vietata la diffusione video di qualsiasi informazione sullo stato di salute»

Fonte: Newsletter del Garante per la protezione dei dati personali n. 518 del 14 febbraio 2024

Fonte: Provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali del 12 dicembre 2024, doc. web n. 10095836.

Per uno studio dentistico: il consenso alle cure non copre la pubblicazione, ne serve uno specifico, meglio se scritto. Una foto ritagliata sul sorriso può restare riconoscibile. E con il consenso in mano resta da chiedersi se l’immagine informa o è un elemento «attrattivo e suggestivo»: portala all’Ordine prima di usarla in un annuncio.

Che cosa porta pazienti allo studio dentistico

La pubblicità fa sapere che lo studio esiste. Se chi l’ha vista prenota dipende da ciò che trova subito dopo: la tua scheda su Google, accanto a quelle degli altri studi della zona.

Dopo l’annuncio, il confronto tra gli studi

  • Totali90 giorniRisposte
  • Studio Bianchi2141296%
  • Studio Verdi31010%
  • Il tuo studio, con l’annuncio58120%

Esempio illustrativo

Nell’esempio l’annuncio lo paga il tuo studio, e chi clicca vede accanto uno studio con più recensioni, più recenti e quasi tutte con risposta. Nel confronto pesano tre cose, e nessuna dipende dal budget pubblicitario.

«Le recensioni positive e le risposte utili possono aiutare la tua attività a distinguersi.»

Fonte: Suggerimenti per migliorare il posizionamento nei risultati di ricerca locale su Google, Guida di Profilo dell’attività su Google

Un clic o un volantino li paghi comunque. Diventano un paziente solo se chi ti ha notato poi sceglie te, e un paziente che si trova bene torna per anni. Quanto può valere, per lo studio, anche uno solo in più al mese?

Prima di pubblicare: sei controlli

Falli su ogni messaggio, dall’annuncio all’insegna, e conserva una copia di ciò che esce, con la data.

  1. Ogni frase informa su titoli, servizio o prezzi, senza offerte, sconti, scadenze o gratuità?
  2. Ci sono nome e titolo di chi cura e, nelle strutture, del direttore sanitario?
  3. I prezzi sono completi e uguali a quelli che il paziente troverà in studio?
  4. Foto e video: c’è un consenso specifico alla pubblicazione, oppure nessun paziente è riconoscibile?
  5. La pagina su cui arriva chi clicca dice le stesse cose dell’annuncio?
  6. Se lo ha preparato un’agenzia, lo hai letto e approvato tu?

Fonti

Le informazioni su regole e funzioni vengono dalle pagine ufficiali elencate qui sotto, lette il 10 ottobre 2026. Google e gli altri servizi cambiano spesso nomi e percorsi dei menu: se una voce non corrisponde, fa fede la pagina ufficiale.

Prima di decidere

Domande frequenti

Come fare pubblicità a uno studio dentistico?

Con messaggi che informano. Gli annunci su Google raggiungono chi sta cercando un dentista, insegna e targa chi passa davanti allo studio; giornale e radio locali servono a farsi conoscere. Il contenuto è sempre lo stesso: titoli, servizi, prezzi completi. Prima di spendere guarda che cosa trova chi poi ti cerca su Google.

Quali slogan può usare un dentista?

Quelli che informano: «Odontoiatria per adulti e bambini, aperti anche il sabato» dice che cosa fai e quando. Uno slogan che promette un risultato o fa leva su una paura è il tipo di messaggio a cui pensa la legge quando esclude gli elementi di carattere «attrattivo e suggestivo». Nei casi dubbi decide l’Ordine.

Si può scrivere «prima visita gratuita» su un volantino?

Il Codice di deontologia medica (art. 54) ammette la prestazione gratuita, purché non sia concorrenza sleale o «indebito accaparramento di clientela». Farne pubblicità è un passo in più: l’Ordine di Reggio Emilia, per esempio, ricorda agli iscritti «il divieto di pubblicizzare la gratuità di prestazioni, anche con formule equivalenti». Chiedi al tuo prima di stampare.

Serve l’autorizzazione dell’Ordine per fare pubblicità?

La legge 145/2018 affida agli Ordini il controllo e la sanzione disciplinare, e non parla di un’autorizzazione preventiva. Alcuni Ordini offrono un parere prima della pubblicazione: quello di Reggio Emilia lo rilascia per iscritto agli iscritti, non vincolante, di norma entro 60 giorni. Per targhe e insegne senti anche il Comune.

Il test gratuito

Che cos’è il Test della Preferenza Locale e cosa ci guadagni

Chi nota il tuo annuncio, il volantino o l’insegna poi ti cerca su Google e ti mette accanto agli altri studi della zona. Il Test ti mostra come esce il tuo da quel confronto, prima di spendere per farti vedere.

È un’analisi gratuita del tuo studio, preparata da una persona sui dati pubblici di Google. Ti mostra come ti vede oggi un paziente che ti confronta con gli studi della tua zona, e risponde a tre domande.

  1. Ti trovano?

    Dove compari su Google Maps rispetto agli studi della tua zona, e se ChatGPT, Gemini e Perplexity ti nominano quando qualcuno chiede un consiglio.

  2. Si fidano?

    Voto, numero di recensioni, quanto sono recenti, quante hanno una risposta e quali critiche sono rimaste senza replica.

  3. Ti scelgono?

    Il confronto con gli studi vicini, punto per punto: dove sei avanti, dove ti fermi e da che cosa conviene partire.

Per chiederlo bastano il nome del tuo studio, come compare su Google, e i tuoi recapiti. Lo prepariamo noi e uno Specialista ti contatta per spiegartelo. Non serve l’accesso al tuo account Google e non devi acquistare nulla, né prima né dopo.

Il prossimo passo

Chi vede la tua pubblicità poi sceglie il tuo studio?

Chi ti sceglie dopo aver visto un annuncio può restare tuo paziente per anni: quanto può valere, in un anno, anche uno solo in più al mese? Il Test della Preferenza Locale ti mostra che cosa trova chi ti cerca dopo averla vista: voto, recensioni recenti e risposte del tuo studio, accanto a quelli degli studi vicini, su Google Maps e nelle risposte delle AI.

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