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Come trovare clienti da commercialista: regole e metodo

Come trovare clienti da commercialista: regole e metodo

October 10, 2026

Come trovare clienti da commercialista

Clienti nuovi oltre il passaparola, nel rispetto del Codice

Il Codice deontologico dichiara libera la pubblicità informativa del commercialista, con ogni mezzo, purché sia trasparente, veritiera e corretta (articolo 44; D.P.R. 137/2012, articolo 4). Le regole con il loro testo, che cosa guarda su Google chi ha ricevuto il tuo nome e che cosa curare: scheda dello studio, specializzazioni, recensioni, contenuti.

Aggiornato il 10 ottobre 2026 · 13 min di lettura

SR
Studio RossiCommercialista · scheda su Google Maps
4,8★★★★★37 recensioni
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5
Ultima recensione
2 settimane fa
Con risposta
89%

Esempio illustrativo

Un commercialista può farsi pubblicità?

Sì. Per il Codice deontologico della professione la pubblicità informativa è libera, con ogni mezzo, e il regolamento sulle professioni dice lo stesso. Se finora i clienti sono arrivati dal passaparola e vuoi fare di più, i testi da leggere sono due.

«La pubblicità informativa, con ogni mezzo, avente ad oggetto l’attività professionale, le specializzazioni ed i titoli professionali posseduti, la struttura dello studio ed i compensi delle prestazioni, è libera.»

Fonte: Codice deontologico della professione, art. 44, comma 1 (Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, PDF)

È il testo approvato il 21 marzo 2024 e modificato il 20 novembre 2025. Il D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137 (art. 4) ammette la stessa pubblicità «con ogni mezzo» per tutte le professioni regolamentate, e ne fissa le condizioni:

«La pubblicità informativa di cui al comma 1 dev’essere funzionale all’oggetto, veritiera e corretta, non deve violare l’obbligo del segreto professionale e non dev’essere equivoca, ingannevole o denigratoria.»

Fonte: D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, art. 4, comma 2 (Normattiva)

Il Codice aggiunge altri limiti: le informazioni devono essere «trasparenti, veritiere, corrette» e non devono essere «equivoche, ingannevoli, denigratorie, comparative, enfatizzanti, superlative o suggestive». E ancora: «Ogni informazione deve poter essere verificabile con elementi oggettivi» (art. 44, comma 3).

Pubblicità informativa Comunicazione che fa conoscere attività professionale, specializzazioni e titoli posseduti, struttura dello studio e compensi. Per il Codice è libera con ogni mezzo, se trasparente, veritiera e corretta.

Chi viola le condizioni commette un illecito disciplinare (D.P.R. 137/2012, art. 4, comma 3); se ne occupa il consiglio di disciplina territoriale, istituito presso l’Ordine (art. 8).

Come acquisire clienti: che cosa dice il Codice, caso per caso

Il Codice lascia libero il contenuto informativo e mette limiti precisi al modo di cercare clienti.

IniziativaSi può?Che cosa dice il Codice
Far conoscere attività, specializzazioni, titoli, struttura dello studio e compensi con sito, scheda Google, annunci o socialSìLa pubblicità informativa, «con ogni mezzo», «è libera» (art. 44, c. 1); messaggio e mezzi devono essere «conformi al decoro e all’immagine della professione» (c. 2)
Usare superlativi, confronti con altri studi o toni enfaticiNoInformazioni mai «comparative, enfatizzanti, superlative o suggestive» (art. 44, c. 3)
Scrivere per email o messaggio a chi non è cliente e non ti ha chiesto nulla, per offrire i tuoi serviziNoVietato «inviare, anche tramite terzi, comunicazioni telematiche e messaggi elettronici» per offrire prestazioni a chi non le ha richieste (art. 44, c. 2)
Citare i clienti per nome, anche con il loro permessoNoMai «nominativi dei clienti o delle parti assistite, ancorché abbiano fornito il proprio consenso» (art. 44, c. 4)
Pubblicizzare una prestazione gratuita o a prezzo simbolicoNoIl professionista «non può proporre o pubblicizzare prestazioni professionali gratuite ovvero a prezzi meramente simbolici» (art. 24, c. 7)
Farti procurare clienti da agenzie o mediatoriNoDivieto di «acquisire clientela tramite agenzie, procacciatori, mediatori o con qualsiasi modalità di intermediazione» (art. 19, c. 4)
Riconoscere un compenso a chi ti presenta un clienteNoNiente «provvigioni o altri compensi quale corrispettivo per la presentazione o segnalazione di un cliente» (art. 14, c. 6)
Rivolgerti ai clienti di un collega per portarli da teNoNiente «comportamenti finalizzati a sottrarre i clienti di altri iscritti» (art. 19, c. 6)

Fonte: Codice deontologico della professione, Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (PDF).

Per social e stampa c’è l’articolo 39: il professionista non deve «spendere il nome dei propri clienti, enfatizzare le proprie capacità professionali e comunicare informazioni equivoche, ingannevoli o suggestive».

Sul sito c’è un comma a parte, l’ultimo dell’articolo 44: «Il sito internet del professionista o dello studio associato di cui fa parte non può contenere riferimenti commerciali o pubblicitari.» Il Codice non spiega che cosa rientri in questa formula: su un contenuto dubbio risponde l’Ordine.

Come sceglie il commercialista un’impresa o un professionista

Di solito in due tempi: prima chiede un nome a qualcuno di cui si fida, poi quel nome lo cerca su Google. È ciò che molti titolari di studio osservano quando chiedono a un cliente nuovo come li ha trovati; un dato ufficiale da citare non l’abbiamo.

Lì il tuo nome compare accanto ad altri: a fine 2025 gli iscritti all’Albo erano 119.050, in 132 Ordini territoriali.

Fonte: Rapporto 2026 sull’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti.

commercialista vicino a me
  • 1
    Studio Bianchi4,8 ★ · 64 recensioniAperto · chiude alle 18:30 · 700 m
  • 2
    Studio Neri5,0 ★ · 6 recensioniOrari non indicati · 900 m
  • 3
    Studio Verdi4,7 ★ · 41 recensioniAperto · chiude alle 18 · 1,3 km

Il nome consigliato è il secondo: sei recensioni, nessun orario.

Esempio illustrativo

Chi guarda queste schede controlla poche cose: se lo studio è raggiungibile, di che cosa si occupa, che cosa ne dicono gli altri clienti, come risponde. Poi telefona al nome ricevuto, o a quello accanto.

Un cliente di studio, di solito, resta per anni. Quanto può valere, nel tempo, anche un solo incarico in più all’anno?

Il consiglio resta il primo passo: come renderlo più facile è in marketing del passaparola (per i premi a chi segnala vale l’articolo 14, comma 6, del Codice). Chi non ha un nome cerca «commercialista» e la città: i criteri con cui Google ordina le schede sono in posizionamento su Google Maps.

La scheda Google dello studio

La scheda Google (oggi Profilo dell’attività) è il riquadro che compare nella Ricerca e su Google Maps quando qualcuno cerca lo studio per nome o un commercialista in zona. Chi ha ricevuto il tuo nome spesso parte da lì.

«Le attività con informazioni complete e accurate hanno maggiori probabilità di essere visualizzate nei risultati di ricerca locale.»

Fonte: Suggerimenti per migliorare il posizionamento nei risultati di ricerca locale su Google, Guida di Profilo dell’attività su Google
  1. 1
    NomeCome su targa e carta intestata: Google chiede che rispecchi «quello reale della tua attività», senza slogan, servizi o località aggiunti.
  2. 2
    Studio e singoli professionistiLo studio ha la sua scheda; chi riceve il pubblico in quella sede può averne una a proprio nome, e una soltanto: un professionista «non deve avere più profili dell’attività per coprire tutte le sue specializzazioni».
  3. 3
    CategoriaScegli «la categoria che corrisponde meglio a ciò che offre la tua attività»; puoi aggiungerne al massimo altre nove.
  4. 4
    ServiziDa «Modifica servizi» elenchi ciò di cui lo studio si occupa. Se qualcuno cerca proprio quello, «il servizio in questione potrebbe essere evidenziato nel tuo profilo».
  5. 5
    Descrizione750 caratteri al massimo. Valgono le condizioni del Codice: fatti verificabili, niente superlativi o confronti.
  6. 6
    Orari, telefono e sitoVeri e aggiornati, anche nelle settimane di scadenze.

Fonti: Linee guida per la rappresentazione delle attività commerciali su Google, Modifica il profilo dell’attività, Gestisci i servizi nel profilo della tua attività.

I controlli completi sono in come ottimizzare la scheda Google My Business; se la scheda non c’è ancora, si parte da come inserire l’attività su Google Maps.

Specializzazioni e settori serviti: come dirli

Con le parole che userebbe chi ti cerca e con fatti che puoi dimostrare. Il Codice mette «le specializzazioni ed i titoli professionali posseduti» tra i contenuti liberi e chiede che ogni informazione sia verificabile. Dei clienti vieta i nominativi: dire che lo studio segue farmacie o imprese edili non ne nomina nessuno.

Fonte: Codice deontologico della professione, art. 44, commi 1, 3 e 4 (PDF).

Formula genericaFormula chiara e verificabile
Consulenza fiscale e societariaContabilità e dichiarazioni per professionisti in regime forfettario
Assistenza alle impreseContabilità, bilancio e adempimenti per ristoranti, bar e negozi
Esperienza pluriennaleStudio aperto dal 2008, con due dottori commercialisti iscritti all’Albo
Clienti di primo pianoSeguiamo farmacie e studi medici (senza fare nomi)

Le stesse formule vanno tra i servizi della scheda Google, nella sua descrizione e in una pagina del sito per ogni servizio o settore.

Recensioni a fine incarico: come chiederle e come rispondere

Chiedile a tutti i clienti, a incarico concluso o a fine anno fiscale, con un’email e senza nulla in cambio. Rispondi a ognuna senza una parola sul cliente, sulla pratica o sulla sua situazione fiscale.

Che cosa dicono le regole

Nel Codice deontologico la parola «recensioni» non compare: nessun articolo vieta di chiederle e nessuno dice come farlo. Restano i principi generali, a partire dalla riservatezza (art. 10). Le regole scritte sono quelle di Google, uguali per ogni attività.

  • Vietato «Offrire incentivi, come pagamento, sconti, prodotti e/o servizi senza costi, in cambio della pubblicazione di una recensione»: nessuno sconto sulla parcella a chi recensisce.
  • Vietato «sollecitare selettivamente recensioni positive da parte dei clienti»: l’invito va a tutti.
  • Chi chiede non deve «fare pressione sugli utenti affinché lascino valutazioni o scrivano recensioni mentre si trovano nei locali» né «chiedere di includere contenuti specifici»: meglio un’email.

Fonte: Contenuti vietati e con limitazioni, Norme relative ai contenuti generati dagli utenti di Maps.

Quando chiederle

Rapporto con il clienteMomento per chiedere
Incarico che si chiude: partita IVA aperta, successione, costituzione di una societàA pratica conclusa
Cliente seguito tutto l’annoA fine anno fiscale: dichiarazione inviata, bilancio depositato
Privato con la dichiarazione annualeDopo l’invio

Non chiederla con una scadenza aperta o una contestazione in corso.

Come chiederle

Dal profilo scegli «Leggi recensioni», poi «Ottieni più recensioni», e copia il link. Google suggerisce di metterlo «nelle email di ringraziamento». Manda a tutti lo stesso testo; per un’impresa scrive una persona, a nome proprio.

Fonti: Crea un link o un codice QR per richiedere recensioni, Guida di Profilo dell’attività su Google, Aggiungi, modifica o elimina recensioni e valutazioni di Google Maps.

Email a incarico concluso

Gentile [nome], la pratica è conclusa e la ringraziamo per la fiducia. Se le fa piacere, può lasciare una recensione sulla scheda Google dello studio: [link]. È pubblica e compare con il nome del suo profilo Google. Scriva ciò che ritiene, con parole sue: non serve entrare nei dettagli della pratica.

Altre formule: frasi per chiedere recensioni e la guida su come chiedere una recensione.

Come rispondere senza dati del cliente

La risposta è pubblica. Per il Codice il professionista «deve mantenere l’assoluto riserbo e la riservatezza delle informazioni acquisite nell’esercizio della professione» (art. 10). La legge aggiunge: «Gli iscritti nell’Albo hanno l’obbligo del segreto professionale» (d.lgs. 139/2005, art. 5). Anche Google chiede di «non condividere mai le informazioni private del recensore», e le norme di Maps vietano di pubblicare senza consenso informazioni personali altrui, «incluse informazioni finanziarie, mediche o di identificazione personale».

Fonti: Codice deontologico della professione, art. 10 (PDF), Decreto legislativo 28 giugno 2005, n. 139, art. 5 (Normattiva), Suggerimenti per ricevere più recensioni, Guida di Profilo dell’attività su Google, Contenuti vietati e con limitazioni, norme di Google Maps.

Quindi la risposta non nomina l’incarico, non cita importi, scadenze o documenti e non conferma nulla della situazione fiscale di chi scrive, nemmeno quando è lui a raccontarla. Ringrazia in modo generale; davanti a una critica sposta il confronto in privato.

GR
Giulia R.Recensione su Google · 1 settimana fa
★★★★★

Puntuali e chiari. Rispondono in giornata anche nei periodi più pieni.

★
Studio RossiRisposta del titolare

Grazie per queste parole. Chiarezza e puntualità valgono per chiunque si rivolga allo studio.

Esempio illustrativo

Risposta a una critica

Ci dispiace leggere questo commento. Per riservatezza non entriamo nel merito in pubblico. La invitiamo a contattare lo studio e a chiedere del titolare: vogliamo capire che cosa è successo.

Altri testi: esempi di risposte a recensioni negative.

Riportare una recensione su sito o social con il nome di chi l’ha scritta è un’altra questione: l’articolo 44, comma 4, esclude i nominativi dei clienti dalle informazioni pubblicitarie, anche con il loro consenso. Il Codice non dice se valga per una recensione ripubblicata: chiedi prima all’Ordine.

Contenuti utili: scadenze e domande ricorrenti

Pubblica ciò che i clienti ti chiedono ogni anno: le scadenze in arrivo e le risposte alle domande che senti più spesso. Chi le trova mentre cerca una risposta conosce lo studio prima di aver bisogno di un nome.

  • le scadenze del mese e chi riguardano;
  • le domande che la segreteria sente più spesso: che cosa portare per la dichiarazione, come aprire una partita IVA;
  • come lavora lo studio: in quanto tempo risponde, come comunica il compenso.

Sul sito basta una pagina per domanda. Sulla scheda Google usa un post di tipo «Aggiornamento» (dal profilo, «Post», poi «Aggiungi post»): puoi programmarlo e dopo sei mesi Google lo archivia, quindi le scadenze che tornano vanno ripubblicate. Come scriverli: post su Google My Business.

Fonte: Crea e gestisci i post nel profilo dell’attività, Guida di Profilo dell’attività su Google.

Ogni testo porta la data, non fa nomi e si aggiorna quando la norma cambia. Le scadenze per email vanno a chi le ha chieste.

Il quadro valido per ogni attività è in come trovare nuovi clienti; per chi lavora da solo c’è come trovare clienti da libero professionista.

Fonti

Le informazioni su regole e funzioni vengono dalle pagine ufficiali elencate qui sotto, lette il 10 ottobre 2026. Google e gli altri servizi cambiano spesso nomi e percorsi dei menu: se una voce non corrisponde, fa fede la pagina ufficiale.

Prima di decidere

Domande frequenti

Come fa un commercialista a trovare clienti?

Di solito i clienti nuovi arrivano da un nome consigliato, che poi viene controllato su Google. Il marketing di uno studio commercialista parte da lì: rendere facile il consiglio e curare ciò che trova chi cerca lo studio, cioè scheda, recensioni recenti, risposte e contenuti.

Un commercialista può fare pubblicità su Google e sui social?

Sì: il Codice deontologico (art. 44) e il D.P.R. 137/2012 (art. 4) ammettono la pubblicità informativa «con ogni mezzo». Il messaggio deve essere trasparente, veritiero e corretto, senza confronti, superlativi o nomi di clienti. Per i social l’articolo 39 vieta di enfatizzare le proprie capacità professionali.

Un commercialista può offrire la prima consulenza gratuita?

Per l’articolo 24, comma 7, del Codice il professionista «non può proporre o pubblicizzare prestazioni professionali gratuite ovvero a prezzi meramente simbolici». Il comma non parla di primi incontri conoscitivi: prima di annunciare una prima consulenza gratuita, chiedi al tuo Ordine.

Si possono chiedere recensioni Google ai clienti dello studio?

Il Codice deontologico non nomina le recensioni online. Valgono le norme di Google: invito a tutti i clienti, nessun incentivo, nessuna pressione in studio. Nelle risposte, nulla sul cliente o sulla pratica: lo chiede l’articolo 10 sulla riservatezza.

Come funziona la cessione del pacchetto clienti di un commercialista?

Il Codice vieta le provvigioni a chi presenta un cliente e fa salvi «i pagamenti effettuati tra professionisti per la cessione dello studio professionale ovvero di elementi, anche immateriali, di esso» (art. 14, comma 6). Il cliente conserva «il diritto di scegliere il suo professionista e di sostituirlo in qualsiasi momento» (art. 19, comma 1). Su prezzo e contratto il Codice non dice altro.

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