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Come trovare clienti da libero professionista in zona

Come trovare clienti da libero professionista in zona

October 10, 2026

Come trovare clienti da libero professionista

Per chi vive di incarichi in una zona: prima il passaparola, poi Google

Sei architetto, geometra, ingegnere o consulente, lavori in una zona precisa e gli incarichi nuovi arrivano solo quando capita. Come organizzare il passaparola, come farti trovare su Google anche senza uno studio aperto al pubblico e che cosa permettono le regole della professione, citate una per una.

Aggiornato il 10 ottobre 2026 · 14 min di lettura

Devo sistemare la pratica della veranda prima di vendere casa. Conosci un geometra in zona?

Senti lo Studio Rossi. A me ha chiuso tutto in un mese e mi ha spiegato ogni passaggio.

SR
Studio RossiGeometra · scheda su Google
4,8★★★★★23 recensioni
Ultimi 90 giorni
3
Ultima recensione
2 settimane fa
Con risposta
100%

Esempio illustrativo

Come fa un libero professionista a trovare clienti in zona

Un libero professionista che lavora in una zona trova clienti da due strade, in quest’ordine: il passaparola di chi ha già lavorato con lui e la ricerca su Google di chi ha sentito il suo nome o cerca il suo mestiere in quel comune. La seconda regge la prima: chi riceve un nome, spesso, prima di telefonare lo cerca.

Molti consigli che trovi online su come trovare clienti da freelance sono scritti per chi vende servizi digitali in tutta Italia. Un incarico professionale riguarda una casa o un’azienda: chi lo affida vuole una persona che conosca il posto e di cui qualcuno si sia già fidato.

Da dove arriva l’incaricoChe cosa fa il cliente prima di chiamartiChe cosa dipende da te
Un ex cliente fa il tuo nomeCerca nome e cognome su Google e guarda scheda e recensioniChiudere bene ogni incarico e dire al cliente che può fare il tuo nome
Un altro professionista ti segnalaSi fida di chi ti ha segnalato; se ti cerca, trova la stessa schedaFarti conoscere da chi incontra il cliente prima di te
Qualcuno cerca il tuo mestiere e il comuneConfronta due o tre schede e ne chiama unaUna scheda Google completa, con recensioni recenti e risposte

Per chi vive di incarichi ogni cliente conta: un incarico può valere settimane di lavoro, e un cliente soddisfatto può tornare o mandare altri. Quanto pesa, nei conti di un anno, anche un solo incarico in più, arrivato da chi aveva sentito il tuo nome e su Google ha trovato conferme?

Prima il passaparola: come si organizza

Il passaparola si organizza con quattro abitudini, ripetute a ogni incarico: segnare chi ti ha mandato il cliente, chiudere con una consegna, dire al cliente che può fare il tuo nome, ringraziare chi ti ha segnalato.

  1. 1
    Segna da dove arriva ogni incaricoAl primo contatto chiedi «Come ha avuto il mio nome?» e scrivi la risposta accanto all’incarico. Dopo un anno sai quali clienti e quali colleghi ti mandano lavoro.
  2. 2
    Chiudi l’incarico con una consegnaUn incontro o una telefonata in cui riepiloghi che cosa è stato fatto, consegni i documenti e dici se resta una scadenza.
  3. 3
    Dillo in modo esplicitoUn cliente soddisfatto può non pensarci: diglielo tu, con la frase qui sotto.
  4. 4
    Ringrazia chi ti ha mandato qualcunoCon una telefonata, entro la settimana, senza entrare nel merito dell’incarico.

A voce, alla consegna

Con oggi la pratica è chiusa, e qui c’è tutto quello che abbiamo depositato. Se un vicino o un collega le chiede un tecnico, faccia pure il mio nome.

Perché un consiglio convince più di una pubblicità, e come si conta, è spiegato in marketing del passaparola.

Collaborazioni con altri professionisti: chi ti può segnalare

La seconda fonte di incarichi sono i professionisti che incontrano il tuo cliente un passo prima di te.

Se seiChi incontra il cliente prima di te, per esempio
ArchitettoAgenzie immobiliari, imprese edili, artigiani, geometri che seguono le pratiche
GeometraNotai, agenzie immobiliari, amministratori di condominio, imprese edili
IngegnereArchitetti e geometri che cercano chi segua strutture o impianti, imprese, amministratori di condominio
ConsulenteCommercialisti, avvocati, associazioni di categoria

Scegline cinque nella tua zona e presentati con una pagina sola, che dica che cosa fai e in quali comuni: chi ti segnala mette in gioco il proprio nome.

Compensi per le segnalazioni: che cosa dicono i codici

Se un’impresa o un collega ti propone una percentuale sulle segnalazioni, leggi prima il codice deontologico della tua professione. In quelli di architetti, ingegneri e geometri si legge questo:

  • Architetti: il professionista «non deve accettare o sollecitare premi o compensi da terzi interessati in qualunque forma» (art. 14, comma 4, con l’eccezione del comma 3).
  • Ingegneri: l’ingegnere «non può accettare da terzi compensi diretti o indiretti, oltre a quelli dovutigli dal committente, senza comunicare a questi natura, motivo ed entità ed aver avuto per iscritto autorizzazione alla riscossione» (art. 4.5).
  • Geometri: il codice tace sui compensi da terzi e chiede di evitare «ogni interferenza tra professione e affari» (art. 6).

Fonti: Codice deontologico degli architetti, CNAPPC, Codice deontologico degli ingegneri italiani, CNI, Codice di deontologia professionale dei geometri, CNGeGL.

Nel dubbio chiedi al tuo Ordine o Collegio prima di firmare un accordo.

Scheda Google senza studio aperto al pubblico: chi può averla

Chi cerca il tuo nome o il tuo mestiere su Google incontra le schede delle attività: voto, recensioni, foto, contatti. Puoi averne una anche se lavori da casa o presso i clienti, purché tu li incontri di persona.

«Per avere diritto a un profilo dell’attività, un’attività deve essere fisicamente presente e a contatto con i clienti durante gli orari indicati.»

Fonte: Linee guida relative all’idoneità e alla proprietà dell’attività, Guida di Profilo dell’attività su Google

Le linee guida sulla rappresentazione delle attività hanno un paragrafo per i professionisti, cioè per chi «lavora a contatto con il pubblico e che di norma ha una propria clientela»: possono avere un profilo a proprio nome, se sono reperibili direttamente negli orari indicati. Come impostarlo dipende da dove ricevi.

La tua situazioneCome imposti la schedaChe cosa dice Google
Studio con insegna, dove ricevi i clientiIndirizzo visibile; se vai anche dai clienti, aggiungi le zone«Le attività che mostrano il loro indirizzo su Google dovrebbero avere un’insegna fissa permanente»
Studio in casa o senza insegnaIndirizzo nascosto e zone in cui lavori«Se la tua attività non dispone di un’insegna permanente in loco, non è idonea come negozio fisico e deve essere indicata come attività al domicilio del cliente.»
Scrivania in un coworkingIndirizzo visibile solo alle condizioni di Google; altrimenti nascostoL’ufficio deve avere «un’insegna chiara», ricevere clienti e avere personale in orario di apertura
Solo online, per clienti di tutta ItaliaNessuna schedaNon sono idonee le «attività che operano esclusivamente online»

Il profilo è uno solo anche se segui più ambiti, e chi lavora solo su appuntamento non è tenuto a indicare gli orari. Se hai già una scheda che mostra l’indirizzo di casa, lo nascondi dal profilo: «Modifica profilo», «Posizione», modifica della sede, poi disattivi «Mostra indirizzo dell’attività ai clienti».

Fonti: Linee guida per la rappresentazione delle attività commerciali su Google, Gestisci le aree coperte dal servizio per le attività al domicilio del cliente e ibride, Gestisci l’indirizzo dell’attività.

I passaggi per creare la scheda, nascondere l’indirizzo e indicare le zone sono in inserire l’attività su Google e su Google Maps; come Google ordina le schede di chi cerca il tuo mestiere, in posizionamento su Google Maps.

Recensioni a fine incarico: quando e come chiederle

Chiedi la recensione a ogni cliente quando l’incarico è chiuso e il risultato è in mano sua: la pratica depositata, i lavori finiti. Con pochi incarichi all’anno ogni recensione pesa, quindi la richiesta va fatta a ogni consegna.

Le norme di Google consentono di chiederla, con questi limiti:

  • nulla in cambio, nemmeno uno sconto sulla prossima parcella: è vietato «Offrire incentivi, come pagamento, sconti, prodotti e/o servizi senza costi, in cambio della pubblicazione di una recensione»;
  • a tutti i clienti, comunque sia andata: è vietato «sollecitare selettivamente recensioni positive da parte dei clienti»;
  • solo a chi è stato cliente: un conflitto di interessi può nascere da un impiego o da «altre affiliazioni professionali o personali», quindi non chiederla a collaboratori e colleghi.

Fonte: Contenuti vietati e con limitazioni, Norme relative ai contenuti generati dagli utenti di Maps.

Nei codici deontologici di architetti, ingegneri e geometri la parola «recensioni» non compare: valgono i limiti della pubblicità informativa e il dovere di riservatezza. Avvisa il cliente: per Google «Tutte le recensioni sono pubbliche e chiunque può trovare ciò che aggiungi».

Fonte: Aggiungi, modifica o elimina recensioni e valutazioni di Google Maps.

Messaggio a incarico chiuso

Buongiorno [nome], con il deposito di ieri la pratica è chiusa. Se le va di raccontare com’è andata, questo è il link per una recensione su Google: [link]. La recensione è pubblica e compare con il nome del suo profilo Google; non serve descrivere la pratica. Grazie, [firma].

Come si crea il link è in link per le recensioni Google; frasi e tempi, nella guida su come chiedere una recensione.

Rispondere senza dire nulla dell’incarico

Rispondi a ogni recensione in due righe, senza confermare che cosa hai fatto per chi scrive. La riservatezza dura oltre l’incarico: il codice dei geometri, all’articolo 24, la chiede «per tutta la durata della prestazione ed anche successivamente al suo compimento».

MT
Marco T.Recensione su Google · 3 settimane fa
★★★★★

Preciso nei tempi e chiaro nei costi fin dal primo incontro. Mi ha spiegato ogni passaggio.

★
Studio RossiRisposta del titolare

Grazie Marco. Chiarezza su tempi e costi è ciò a cui teniamo di più, con ogni cliente.

Esempio illustrativo

Tono e modelli sono nella guida su come rispondere alle recensioni Google.

Mostrare i lavori, con il consenso del cliente

Mostra i lavori finiti con qualche foto e poche righe, dopo aver chiesto al cliente un consenso scritto. Chi deve scegliere un professionista cerca un caso simile al suo, nella sua zona.

Il consenso serve per due ragioni. La pubblicità di un professionista «non deve violare l’obbligo del segreto professionale», e l’interno di una casa o i conti di un’azienda sono informazioni del cliente. Se in una foto compare una persona, la legge sul diritto d’autore chiede il suo permesso: «Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa».

Fonti: D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, art. 4 (Normattiva), Legge 22 aprile 1941, n. 633, art. 96 (Normattiva).

Per ogni lavoro scrivi il tipo di incarico e il comune, senza l’indirizzo, la situazione di partenza e che cosa hai fatto tu. Se il lavoro è condiviso, indica chi ha fatto che cosa: lo chiede il codice degli architetti, all’articolo 5.

Se il tuo lavoro non si fotografa, come una pratica catastale o una consulenza, racconta il caso senza nomi: da dove si partiva e che cosa hai fatto.

Consenso alla pubblicazione, da far firmare

Autorizzo [studio] a pubblicare sul suo sito e sulla sua scheda Google le foto e una breve descrizione dell’intervento a [comune], senza il mio nome e senza l’indirizzo. Posso revocare l’autorizzazione in qualsiasi momento.

È una traccia: per la versione definitiva senti chi ti segue sulla privacy.

Metti i lavori tra le foto della scheda Google e sul sito: formati e regole delle immagini sono in logo e foto di Google My Business.

Pubblicità e Ordini: che cosa permette il D.P.R. 137/2012

Chi è iscritto a un Ordine o a un Collegio può farsi pubblicità, con ogni mezzo, purché sia informativa. Lo stabilisce l’articolo 4 del D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, che vale per architetti, ingegneri, geometri e per ogni professione con un albo.

«È ammessa con ogni mezzo la pubblicità informativa avente ad oggetto l’attività delle professioni regolamentate, le specializzazioni, i titoli posseduti attinenti alla professione, la struttura dello studio professionale e i compensi richiesti per le prestazioni.»

Fonte: D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, art. 4, comma 1 (Normattiva)

Il comma 2 fissa i limiti:

«La pubblicità informativa di cui al comma 1 dev’essere funzionale all’oggetto, veritiera e corretta, non deve violare l’obbligo del segreto professionale e non dev’essere equivoca, ingannevole o denigratoria.»

Fonte: D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, art. 4, comma 2 (Normattiva)

Violare il comma 2, aggiunge il comma 3, «costituisce illecito disciplinare». In pratica:

MessaggioSi può?Dove sta scritto
Attività, specializzazioni e titoli che riguardano la professioneSìArt. 4, comma 1
Organizzazione dello studio e compensiSìArt. 4, comma 1
Un caso seguito, con dati che il cliente non ti ha autorizzato a diffondereNo«non deve violare l’obbligo del segreto professionale»
Qualifiche o risultati non veri, o detti in modo ambiguoNo«veritiera e corretta», mai «equivoca, ingannevole»
Un confronto che sminuisce un collegaNoMai «denigratoria»

I codici deontologici riprendono la regola (architetti art. 36, ingegneri art. 9, geometri art. 12). Quello degli architetti aggiunge che il Consiglio dell’Ordine «potrà verificare o monitorare le campagne pubblicitarie effettuate dagli iscritti».

Fonti: Codice deontologico degli architetti, CNAPPC, Codice deontologico degli ingegneri italiani, CNI, Codice di deontologia professionale dei geometri, CNGeGL.

Avvocati e commercialisti hanno regole proprie: sono in come trovare clienti per avvocato e in come trovare clienti da commercialista.

Se sei un consulente senza albo

Il decreto si applica «alle professioni regolamentate e ai relativi professionisti», cioè a chi per lavorare deve essere iscritto a un albo. Per gli altri resta la regola generale: «La pubblicità deve essere palese, veritiera e corretta».

Fonti: D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, art. 1 (Normattiva), Decreto legislativo 2 agosto 2007, n. 145, art. 1 (Normattiva).

Che cosa evitare: elenchi comprati e messaggi senza consenso

Evita due scorciatoie: comprare elenchi di contatti e scrivere a chi non ti ha dato il consenso. Per email, SMS e altri messaggi promozionali la legge chiede il consenso di chi li riceve.

Che un indirizzo sia pubblico non cambia la regola. Il Garante per la protezione dei dati personali lo ha precisato per i contatti presi da registri pubblici, elenchi e siti web, e per la posta certificata: «senza il consenso preventivo degli interessati, non è lecito utilizzare per inviare e-mail promozionali gli indirizzi pec» dell’indice nazionale di imprese e professionisti.

Fonti: Codice della privacy, art. 130 (Normattiva), Linee guida del Garante per la protezione dei dati personali del 4 luglio 2013.

Chi ti vende un elenco deve poterti mostrare, per ogni nome, un consenso specifico alla cessione a terzi per fini promozionali. I dettagli, anche sulle telefonate, sono in come trovare nuovi clienti.

Da dove cominciare, in ordine

Comincia dai clienti che hai già avuto e passa a Google subito dopo:

  1. elenca gli ultimi venti incarichi e, accanto a ognuno, come ti aveva conosciuto il cliente;
  2. crea o sistema la scheda Google, poi cerca il tuo nome da un telefono che non usa il tuo account;
  3. chiedi la recensione a tutti i clienti con un incarico chiuso da poco;
  4. presentati a cinque professionisti della zona.

Fonti

Le informazioni su regole e funzioni vengono dalle pagine ufficiali elencate qui sotto, lette il 10 ottobre 2026. Google e gli altri servizi cambiano spesso nomi e percorsi dei menu: se una voce non corrisponde, fa fede la pagina ufficiale.

Prima di decidere

Domande frequenti

Architetto: come trovare clienti nella propria zona?

Con ciò che un committente può verificare prima di chiamare: i lavori finiti, mostrati con il suo consenso, e una scheda Google con recensioni recenti. Il resto arriva dalle segnalazioni di imprese, agenzie immobiliari e colleghi.

Geometra: come trovare clienti lavorando da casa?

Con le segnalazioni di clienti, notai e agenzie, e con una scheda Google, che puoi avere anche senza studio se incontri i clienti di persona. Senza un’insegna permanente l’indirizzo di casa resta nascosto e compaiono le zone in cui lavori.

Come trovare clienti come consulente?

Se incontri i clienti di persona in una zona, l’ordine è lo stesso: prima le segnalazioni di clienti e professionisti vicini, poi la scheda Google. Se lavori solo online la scheda non è ammessa, e chi non ha un albo segue le regole generali sulla pubblicità.

Le piattaforme per trovare clienti servono a chi lavora in zona?

Dipende da come funzionano. Prima di pagare guarda se la stessa richiesta viene girata a più professionisti: in quel caso ti confronti sul prezzo con chi non conosci, per un cliente che non ha mai sentito il tuo nome. Se le provi, segna quante richieste diventano incarichi.

Il test gratuito

Che cos’è il Test della Preferenza Locale e cosa ci guadagni

Chi deve affidare un incarico chiede un nome a qualcuno di cui si fida, poi cerca quel nome su Google. Il Test ti mostra che cosa trova, accanto agli altri professionisti della tua zona.

È un’analisi gratuita della tua attività, preparata da una persona sui dati pubblici di Google. Ti mostra come ti vede oggi un cliente che ti confronta con le attività della tua zona, e risponde a tre domande.

  1. Ti trovano?

    Dove compari su Google Maps rispetto alle attività della tua zona, e se ChatGPT, Gemini e Perplexity ti nominano quando qualcuno chiede un consiglio.

  2. Si fidano?

    Voto, numero di recensioni, quanto sono recenti, quante hanno una risposta e quali critiche sono rimaste senza replica.

  3. Ti scelgono?

    Il confronto con le attività vicine, punto per punto: dove sei avanti, dove ti fermi e da che cosa conviene partire.

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Il prossimo passo

Prima di affidarti un incarico ti cercano. Che cosa trovano?

Quanto può valere per te un incarico in più all’anno, con il cliente che poi torna o fa il tuo nome ad altri? Il Test della Preferenza Locale mette la tua scheda accanto a quelle dei professionisti della tua zona, su Google Maps e nelle risposte delle AI, e ti dice da che cosa partire.

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